Performances pittoriche

L’idea di spettacolarizzare il fare, di rendere visibili le azioni che stanno tra la concezione dell’opera e il risultato finale, si viene concretizzando in eventi durante i quali si realizza un’opera davanti agli occhi degli spettatori, mettendo in campo le capacità e le abilità necessarie in totale evidenza.
Nella convinzione che anche la apparente banalità di mestieri “scontati” nasconda un nocciolo di creatività, quindi di possibilità spettacolari, in questo caso si parte da un’idea che può essere letteraria, musicale o visiva e poi la si realizza dal vivo direttamente in scena – scena che può essere qualunque spazio aperto o chiuso purchè consenta la visibilità – previa progettazione a tavolino e preparazione meticolosa dell’occorrente. Per il resto ci si affida a consolidate esperienze e conoscenze.
Nel tempo dello spettacolo esse esprimono dando vita alla performance immediata ed estemporanea.
Contrariamente a quanto avviene nel cinema, dove gli operatori lavorano dietro le quinte guidati dal medesimo soggetto e viene presentato al pubblico il solo film, in questo caso si abolisce lo scarto fra il dietro e il davanti le quinte.
Il fatto di evidenziare praticamente gli strumenti del lavoro e il loro uso, senza nascondere nulla, riveste anche un valore didattico e dimostrativo importante.
Lo spettacolo, inoltre, può venir pensato e progettato in maniera diversa tenendo conto delle realtà culturali e ambientali diverse in cui viene a collocarsi e adattarvisi, mantenendo sempre un margine di variabilità e di invenzione che lo rendono ogni volta originale e mai ripetitivo, proprio per l’imprevedibilità inerente all’azione estemporanea.
Alla fine resta comunque un’opera d’arte permanente di grandi dimensioni.